Chianti Classico: disciplinare di produzione

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Il vino è uno dei gioielli della tradizione enogastronomica italiana.
Il vino Chianti, in particolare, è uno dei vini rossi più rinomati e apprezzati nel mondo; viene prodotto sulle colline della Toscana ed ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il disciplinare stabilisce delle condizioni e dei requisiti necessari per cui un vino si possa fregiare della DOCG di Chianti Classico:
• le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento possono avvenire solo all’interno dei vitigni autorizzati: il Sangiovese, il Canaiolo nero, il Trebbiano e la Malvasia;
• è permessa una lenta rifermentazione del vino appena svinato con uve un po’ appassite;
• può assumere la qualifica di Riserva se sottoposto ad invecchiamento per almeno due anni;
• può essere venduto e consumato solo in recipienti di vetro, nei tipici fiaschi toscani o nelle bottiglie di tipo bordolese;
• il colore deve essere rubino vivace, l’odore intensamente vinoso e il sapore armonico, asciutto e leggermente tannico;
• la gradazione alcolica minima deve essere di 12 gradi per il vino giovane e 12,5 per la Riserva.
Questo è il Chianti, il vino italiano più ricercato, e a tavola si sposa perfettamente con i sapori della cucina toscana e con le carni rosse cotte alla griglia che richiedono proprio vini di medio corpo e dalla tannacità contenuta.

Al water bar tra lusso e benessere

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Il pioniere si trova a Beverly Hills. È il trendyssimo AquaBar, a luxury bottled water service. Una sorta di wine bar solo che al posto del vino si assaggia, si beve e si degusta l’acqua! Acqua in bottiglia, acqua pregiata, acqua che possiede un certo stile. Il pubblico non manca mai ai loro corsi, o agli eventi che insegnano come scegliere l’acqua giusta per le cene e le occasioni speciali.
Un modo decisamente funzionale di cogliere il cambiamento in atto nei consumi americani, applicando le logiche proprie del mondo del vino a
quello dell’acqua.
I water bar selezionano le acque di tutto il mondo. Il concept di fondo rimanda all’idea della purezza, del gusto, della qualità, e dell’estetica, avvicinandosi ad un preciso lifestyle.
In Italia però possiamo trovare ben due dei sette water bar presenti in tutto il mondo. Uno si trova a Roma ed un altro è nel centro storico di Bologna. Bar dove si può scegliere da un vero e proprio menu o farsi consigliare da un professionista perchè per ogni bottiglia sono illustrati tutti i vari abbinamenti sia ai vini che ai piatti.

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Tra le etichette più famose c’è l’acqua Voss che si abbina a piatti a base di pesce e carni bianche. La sua famosisima bottiglia cilindrica è una creazione dell’ ex direttore creativo di Calvin Klein e Ralph Lauren e l’ha resa l’acqua preferita da celebrità come Madonna e Giorgio Armani e nei locali più esclusivi del mondo, dal Baglioni di Londra al Ritz-Carlton di Manhattan.
La 420 Vulcanic Water viene dalla Nuova Zelanda, si sposa alla portate a base di prodotti di mare,ed e ai vini dal gusto raffinato e fruttato.
La Lauquen Reserve, dalla Nuova Patagonia, è una delle acque più “light” che esistano e va bene con portate non troppo elaborate, dal sapore delicato.
la M’Eau, olandese. Aiuta la digestione e quindi è il perfetto accompagnamento di secondi piatti elaborati, pasta al forno, grigliate, salumi stagionati.

I clienti di un water bar sono persone curiose di assaggiare le differenze e capire come si sceglie l’acqua.
Attenzione perchè la confezione è importantissima; la prima volta si è attirati dall’aspetto più che dalla descrizione dell’acqua. Ogni etichetta ha qualità ottime, e ad aiutarci a decidere tra tante è proprio il design della confezione.

Come scegliere l’acqua

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Tutto il lusso di un bicchere d’acqua

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Acide, alcaline, amare, dolciastre, ferrose, effervescenti… ce n’è davvero per tutti i gusti.
Quando pensiamo all’acqua la immaginiamo sempre uguale, o al massimo con qualche lieve variazione tra una marca e all’altra. In realtà è che l’acqua è sempre il frutto di diversi mix di minerali, terreni, climi, temperature differenti, imbottigliata con stili diversi e soprattutto proviene da zone diverse.

Le acque minerali sono sostanzialmente acque sotterranee che durante il loro percorso si depurano e si mineralizzano, acquisendo caratteri chimici particolari che ne determinano sapori e proprietà. Più che di acqua quindi, sarà il caso di parlare di di “acque”, perché oggi una semplice identificazione e classificazione non basta più. Occorre andare in profondità: l’acqua oggi va degustata per comprenderne proprietà e benefici per organismo, per gustarne il sapore.

Per i moderni idrosommelier non può esserci nulla di più diverso di due bicchieri d’acqua, di cui sanno apprezzare le variazioni di melodia, sensazione, tessuto.

Le grandi aziende, colto il trend positivo, ne hanno fatto un punto di forza. Il maketing ha creato un mondo delle acque chic, provenienti da sorgenti di ogni parte del mondo, conservate in bottiglie scultura di designer di lusso. E la nuova moda oggi è dopo il collezionismo di bottiglie di vino dall’etichetta prestigiosa la collezionei di bottiglie di acqua in edizione limitata.

Hotel e ristoranti lussuosi si sono subito adeguatesi creando, accanto alla carta dei vini, anche una carta delle acque.

Bere acqua al ristorante non significa più distinguere solo gassata e naturale, le acque minerali non sono tutte uguali, e possono avere più o meno gusto o personalità, esattamente come accade per il vino.
Il sapore dell’acqua infatti cambia a seconda del grado di mineralizzazione: a pochi milligrammi di residuo fisso corrispondono acque neutre, praticamente insapori mentre man mano che aumentano i sali disciolti l’acqua assume una sempre maggiore personalità.
Il suo effetto sul palato dipende inoltre dalla quantità di anidride carbonica.

Ottime acque da bere in qualunque momento della giornata o da utilizzare quotidianamente sulla nostra tavola, queste bottiglie acquistano una valenza speciale se sapientemente abbinate esaltando il piacere del palato.

Il vino italiano più costoso

Autore: admin  //  Categoria: bere bene in italia


Qual è il migliore vino italiano? Amarone, Chianti, Barolo o Nero d’Avola? Difficile dirlo, dipende dai gusti. Più facile dire quali siano i vini italiani più costosi.  In Italia nonostante ci si trovi in un paese a forte tradizione enologica, la cultura del bere bene è attecchita da poco. Ancora oggi infatti la maggior parte degli italiani compra bottiglioni di vita da tavola a due euro al supermercato e solo una piccola minoranza, secondo gli ultimi sondaggi è disposta a pagare più di cinque euro per una bottiglia di vino italiano.   Eppure si è sviluppata, soprattutto negli ultimi anni, una nicchia di intenditori ed estimatori del vino italiano che amano ricercare prima di tutto qualità e per questo sono disposti a pagare.
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Come conservare il vino

Autore: mareforzanove  //  Categoria: bere bene in italia

Una delle domande più comuni che si sentiamo rivolgerci come esperti di vino è come conservare il vino.  Non tutti infatti hanno a disposizione una cantina per il vino come si conviene. Nonostante ciò con dei piccoli accorgimenti è possibile ricreare in un ambiente della casa la propria cantina per i vini.


Che stanza scegliere per convservare il vino:  l’ideale si sa, sarebbe il sottosuolo,  ma se si vive in un appartamento potremo scegliere una stanza esposta sul lato nord dell’abitazione e ricoprirla con dei pannelli isolanti. Possiamo facilmente reperire i pannelli isolanti nei negozi di bricolage e fai da te.  In questo modo, tenendo la stanza chiusa, potremmo raggiungere la temperatura ideale per la conservazione del vino che oscilla tra i 10 e i 12 gradi. 


Va bene anche un condizionatore fisso sui 13°, ma attenzione poi alla bolletta!

Come ricreare il giusto tasso di umidità per conservare il vino: per conservare il vino in maniera ottimale il tasso di umidità deve oscillare tra il 70 e l’80%. In questo modo si evita la secchezza del tappo. 

Per questo le cantine vengono lasciate senza pavimentazione. Noi possiamo raggiungere lo stesso livello di umidità posizionando nella stanza delle bacinelle di acqua con dentro della calce. In questo modo eviteremo di creare uno stagno dentro la bacinella e ritrovarci le rane che saltellano tra le bottiglie di vino. 

Come disporre i vini in cantina:  gli scaffali migliori per conservare il vino sono quelli in legno, che assorbono le vibrazioni.  Indispensabili soprattutto se la nostra cantina si trova affianco a una strada trafficata, a una ferrovia o metropolitana o anche solo ad evitare che la lavatrice accesa nella stanza affianco shakeri il nostro vino pregiato. Le bottiglie di vino vanno disposte in orizzontale, a parte i superalcolici e le bottiglie col tappo sintetico che invece vanno disposte in verticale.  In basso andranno gli spumanti e poi a salire, bianchi, rosati, rossi leggeri e rossi importanti.


I suggerimenti del somellier:  oscurate la cantina, ma lasciate delle piccole aperture in modo da favorire il ricambio dell’aria e cercate di conservare nella cantina solo vino in modo quando il vino assorbe facilmente gli odori attorno.

News sul Vino italiano

Autore: mareforzanove  //  Categoria: bere bene in italia

 
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