Non è mozzarella, ma è comunque buona: è il fiordilatte sorrentino, parte del patrimonio enogastronomico della costiera. Si tratta di un formaggio a pasta filata molle, prodotto attraverso l’utilizzo di latte vaccino crudo proveniente dalle mucche dei Monti Lattari , ottenuto da una o più mungiture compiute nelle ultime sedici ore. Al latte sono poi aggiunti caglio, sale e fermenti lattici.
Alla vista il formaggio si presenta di un color porcellana, morbido ed elastico. In bocca il sapore è vivace e leggermente acre. La forma è quella tipica della mozzarella di bufala, anche se la forma tradizionale sorrentina è quella della treccia.
Succosa, filante e deliziosa: stiamo parlando della mozzarella di bufala, uno dei prodotti tipici campani più apprezzati.
La mozzarella di bufala fa la sua comparsa sulle tavole italiane nel lontano 1400, quando era conosciuta con il semplice nome di “Mozza”, dal momento che la fase finale del suo processo di produzione terminava, e termina tuttora, con la mozzatura.
Un piatto, un simbolo! Stiamo parlando della mitica piadina romagnola. Non un semplice prodotto alimentare, ma per dirla con le parole di Giovanni Pascoli: “Il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli” che, dall’Emilia si è diffuso in tutto il mondo.
Anche se ogni famiglia romagnola ha la sua ricetta, gli ingredienti base, ovvero farina di grano, acqua e sale, non cambiano mai. Gli stessi ingredienti poi sono tradizionalmente tirati con il matterello e fatti cuocere sul testo.
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Il tartufo è un tipo di fungo raro e pregiato che appartiene alla famiglia delle Tuberaceae. Cresce solitamente nel terreno vicino alle radici di determinati alberi o arbusti, lecci e querce in particolare, con i quali istaurano un rapporto di simbiosi.
Il suo tipico profumo intenso e persistente ha il fine di richiamare gli animali selvatici per permettere una migliore diffusione delle spore e quindi un proseguimento della specie.
La pasta di Gragnano è uno dei prodotti italiani più famosi al mondo. La storia d’ amore tra Gragnano e la pasta inizia alla fine del XVI secolo, con la comparsa dei primi pastifici a conduzione familiare. Gragnano, in realtà era famosa per la produzione di tessuti, ma con la crisi dell’ industria tessile, si iniziò a diffondere la produzione di pasta, favorita dalle particolari condizioni climatiche, dall’ aria leggermente umida che favorisce la lenta essiccazione della pasta e dall’ acqua, poco calcarea, che dà quel tocco in più.










