Olio d’oliva: re della cucina mediterranea

Author: Plares  //  Category: Eventi Gastronomici


Fresh green olives and olive oil in glass bowl
Oggi parliamo del re della tavola mediterranea: l’olio d’oliva.

E’ famoso non solo per il sapore unico che dona ad ogni piatto, maanche perchè i dietologi ed esperti alimentari lo esaltano per le sue ottime qualità nutritive, e si aggiungono continuamente nuove prove scientifiche dei suoi effetti positivi sulla salute.

Apporta vitamine ed i composti fenolici  dalle proprietà antiossidanti che aiutano a proteggersi dai radicali liberi e dall’invecchiamento cellulare. Ha azione disinfiammante, emolliente, protettiva e di stimolo ed
ottimo per l’alimentazione infantile.
Riduce il rischio di malattie cardiovascolari perché tende ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e proteggere le arterie.  Inoltre, recenti studi scientifici sostengono che può ridurre il rischio di tumore, soprattutto al seno.

Queste caratteristiche ne fanno uno degli alimenti più consigliati da esperti ed organizzazioni internazionali, che invogliano ad sostituirlo ai meno salubri grassi animali, e rendono famose le terre dove viene prodotto.

L’ Italia, insieme a Spagna e Portogallo è uno dei maggiori paesi europei per olivicoltura, e la produzione di olio è spesso un settore trainante dell’economia rurale.  In Italia abbiamo un patrimonio immenso ma non sapientemente valorizzato. Si pensi che solamente nel nostro Paese possiamo contare ben 500 varietà di olive autoctone. ciascuna delle quali, a seconda della zona di produzione, dei metodi di raccolta, della lavorazione, dona all’olio prodotto sapori e odori inimitabili. Sul sapore influisce anche la modalità di lavorazione il livello di maturazione delle olive e la temperatura a cui avviene il processo.

Esistono diversi livelli, dall’olio extravergine, il più puro con caratteristiche di acidità ideali, a scendere verso altre qualità meno raffinate e con un maggiore tasso di impurità, come l’olio di oliva e l’olio di sansa di oliva.

Solitamente il 30% delle olive italiane vengono lavorate con impianti tradizionali con macine e presse, il restante 70% invece con sistemi continui a centrifugazione che offre olii dalla colorazione più acceso e dall’acidità più contenuta.

Non solo olio, quindi.  Le differenze non solo solo rilevabili dalle analisi chimiche, ma anche e soprattutto dal suo sapore. E’ da tempo ormai che si è diffuso sul nostro territorio l’abitudine, come per i vini, di far assaggiare l’olio da professionisti che ne sanno riconoscere le caratteristiche .

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