L’olio di oliva e la dieta mediterranea

Autore: admin  //  Categoria: enogastronomia

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Chi lo dice che l’olio di oliva è nemico della salute e della forma fisica?
Alla base della dieta mediterranea, modello alimentare della gran parte dei paesi industriali, c’è proprio l’ olio extravergine di oliva che essendo ricco di antiossidanti naturali rallenta il processo di invecchiamento delle cellule e svolge anche una funzione protettiva per il nostro organismo.
E non solo! L’olio di oliva è noto come il più digeribile dei grassi, in quanto caratterizzato per il 75% da grassi monoinsaturi e per il 9% da grassi polinsaturi quelli da evitare per una dieta attenta alla salute e al corpo. I monoinsaturi invece stimolano la produzione della bile e favoriscono la digestione aumentando le difese immunitarie.
Insomma tanti i motivi per non rinunciare all’olio di oliva: stimola il metabolismo, favorisce la digestione, previene malattie cardiovascolari, elimina le tossine e previene la disidratazione della pelle
E quindi non bisogna sentirsi in colpa se si ha voglia di un’appetitosa bruschetta condita con olio extravergine e pomodorini freschi. E per chi non si accontenta esistono gli oli agli agrumi di Sorrento, gli oli alle spezie o al tartufo con quel sapore di novità che li rende anche più buoni.

Come degustare l’olio d’oliva

Autore: admin  //  Categoria: degustazioni

Come si degusta l’olio  extravergine d’oliva?

Ciò che viene valutato in un olio sono colore, gusto e sapore.
Prima si fa un’ analisi visiva del suo colore che può variare  in funzione dell’epoca di raccolta, del tipo di olive, dei tempi di invecchiamento e della modalità di frangitura.

Poi si passa all’analisi olfattiva e, infine all’assaggio del sapore: le sensazioni gradevoli dell’olio sono quelle che si originano da sostanze che sono già naturalmente presenti nel frutto sano e fresco e che rappresentano la migliore caratteristica dell’oliva, cioè  il fruttato. nell’olio novello si connota di amaro e piccante. Tra gli attributi positivi ci sono anche il sapore di erba, caratteristico di alcuni oli che ricorda l’erba appena tagliata, quello mandorlato che si apprezza come un retrogusto quando l’olio resta in contatto con la lingua e il palato. Si associa agli oli dolci e di odore smorzato. Poi c’è il sentore di  mela.

Una delle caratteristiche che si notano al momento dell’assaggio è la densità: che  dipende in gran parte dal luogo di provenienza: per esempio alcu¬ni oli umbri/toscani sono paragonabili per densità quelli di una crema; altri, come i liguri, sono molto fluidi.

Gli assaggiatori sono anche capaci di distinguere quegli odori e retrogusti negativi, che rischiano di compromettere la qualità dell’olio, come il sapore dell’acido fenico, caratteristico di oli molto vecchi mal tenuti, non messi al pulito tempestivamente, depositati e tenuti in stive non temperate, o a provenienza molto accentuata, sgradevole.

Un altro sentore da evitare è quello di agro/avvinato/inacetito, caratteristico di alcuni oli che ricorda quello del vino o dell’aceto. È dovuto fondamentalmente alla formazione di acido acetico, acetato di etile e etanolo, in quantità superiori alle normali,  nell’aroma dell’olio di oliva.

Tra gli altri sapori negativi che si incontrano più spesso ci sono l’essenza di comune che denota un insieme di difetti (muffa, morchia, riscaldo) che porta sostanziale declassamento, e di cotto:  è dovuto a un eccessivo e/o prolungato riscaldamento durante l’ottenimento, specialmente durante la termoimpastatura, se avviene in condizioni non appropriate..
I degustatori professionisti hanno stilato vere e propri elenchi ci carattestiche di odore e sapore positive e negative.

E in cucina? La regola generale per abbinare bene olio e sapori è quella di fare abbinamenti geografici  usando per le ricette tipiche un olio dalla stssa provenienza locale; olio ligure per fare il pesto, olio toscano per i fagioli all’uccelletto e, il famoao olio puglies per la peperonata.

La qualità di un olio extravergine di oliva si può apprezzare maggiormente a crudo, quando viene utilizzato per condire insalate, verdure cotte, pesci e carni arrosto o bollite, minestre, legumi nel più classico degli abbinamenti col pane fresco o tostato a bruschette.
In linea generale e riferendoci solo all’attributo del fruttato si possono seguire queste semplici regole:
L’olio fruttato leggero si abbina bene con piatti delicati, pesce e latticini. Un olio mediamente fruttato si sposa bene a insalata e pasta; un olio deciso è l’accompagnamento ideale di  piatti alla griglia, pinzimoni aromatici e bruschette.

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