Un vino dal temperamento forte e verace come l’isola in cui si produce, dai colori intensi ed avvolgenti che richiamano i colori del sole e del mare di una delle isole più belle del Mediterraneo. Stiamo parlando del Passito di Pantelleria, dove è l’uva di Zibibbo che domina il panorama enologico. Si dice che la coltivassero già i Sesi, i primi abitanti dell’isola dei venti e ancora più di essi, i Fenici, la cui dea Tanit, secondo la leggenda, sostituì l’ambrosia con il dolce succo per sedurre Apollo.
Il 17 Marzo, come tutti sappiamo, si festeggiano i centocinquanta anni dell’ Unità d’ Italia, unità che è legata alla figura storica di Garibaldi e del suo esercito dei Mille.
E’ in tal senso che la storia di Garibaldi, della città di Marsala e del vino che porta il suo nome, va ad intrecciarsi inesorabilmente.
Sarà l’aria di crisi o i gelidi venti provenienti dal mondo dell’alta finanza, fatto sta che adesso anche le banche hanno deciso di investire nell’agricoltura.
Eh già, non sto affatto scherzando! Il Monte dei Paschi di Siena, MPS, se preferite, il più antico istituto di credito italiano, ha avviato un ambizioso progetto vinicolo.
Si fa presto a dire Malvasia, anche se con il termine malvasia si fa riferimento a più vitigni, molto differenti tra di loro per colore, sapore e maturazione, per cui sarebbe più corretto parlare di Malvasie.
Il nome è di origine greca, dal momento che si trattava di un vino prodotto a Malta e commerciato da Venezia, anche se dopo la conquista di Malta da parte degli Arabi, questi commerci si interruppero.
Vip e vino: un binomio vincente!
Oltre ai classici profumi delle star, che sono ormai un classico, il nuovo must have per i vip è un vitigno in cui produrre dell’ottimo vino, meglio ancora se nella Maremma Toscana.
Basta quindi con le solite linee di abbigliamento e i gadget, lo status symbol è il vino!
Dal primo settembre sono entrati in vigore i nuovi accordi sul commercio di vini tra l’Australia e i paesi europei: un bel passo in avanti per la tutela dei nostri vini italiani.
L’accordo va a sostituire quello del 1994, accentuando la tutela e la protezione delle denominazioni dei vini europei, valida anche in caso di esportazioni verso paesi terzi.










