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gen
Autore: admin // Categoria:
Suggerimenti sul vino
Nel post precedente abbiamo visto come scegliere il vino al ristorante “bleffando” ovvero facendo finta di capirne qualcosa. Vediamo ora quali sono invece i passi della degustazione di un calice di vino, in modo da non avere più bisogno di bleffare!
La degustazione del vino si compone di tre fasi: analisi visiva, olfattiva e gustativa.
Inizialmente si comincia con l’esame visivo. Si osserva il vino nel bicchiere per valutarne il colore, la limpidezza, la consistenza e l’eventuale effervescenza.
Si passa poi all’esame olfattivo, ovvero a “odorare” il vino. Secondo i tecnici definiamo odori tutto ciò che arriva immediatamente al nostro naso, mentre vengono definiti “aromi” gli odori che rimangono in memoria nel nostro naso.
Quindi nell’analisi olfattiva va prima di tutto valutato se non si sentano altri odori, eventuali odori di tappo, legno, muffa o altro). Il profumo del vino in genere si divide in floreale o fruttato a seconda di quello che evoca. I vini più giovani tendono maggiormente al floreale, mentre quelli più invecchiati virano verso il fruttato. Nei vini invecchiati a lungo si avvertono anche odori speziati.
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19
gen
Autore: admin // Categoria:
Suggerimenti sul vino
Scegliere il vino al ristorante, se non si è esperti di vino, non è sempre facile. Spesso ci chiede il vino della casa perché imbarazzati dalla carta dei vini troppo vasta o per paura dei prezzi troppo alti. Una situazione, quella della scelta del vino al ristorante che può essere particolarmente imbarazzante se si tratta di una cena galante.
Immaginiamo la scena. Siamo alla prima uscita con una ragazza e per fare bella figura l’abbiamo portata in un bel ristorante. Una volta scelta cosa da mangiare si deve scegliere cosa bere. Che con la carne si beve il vino rosso e col pesce il vino bianco è il punto di partenza. E fin qui ci arrivano tutti. Ma quale scegliere tra la mastodontica carta dei vini modello volume della Treccani che il cameriere ci ha messo davanti? leggi tutto…
12
gen
Autore: mareforzanove // Categoria:
Suggerimenti sul vino
Che differenze ci sono tra le bottiglie di vino magnum e le normali bottiglie da 0,75 litri? Cominciamo dalla classificazione: sono definite bottiglie magnum le bottiglie da 1,5 litri, cioè il doppio delle bottiglie standard. Le bottiglie più grandi sono invece definite jeròboam e secondo la classificazione tradizionale hanno una capienza da 3 litri. Esistono poi bottiglia con capienza da di 4,5 litri, 6 litri ecc, fino ad arrivare alla cosidetta Nabuchodonosor che contiene 15 litri, l’equivalente di 20 bottiglie. Bottiglie superiori ai 3 litri vengono però difficilmente usate perché troppo fragili, difficili da conservare e difficili da maneggiare ( provate un po’ a versare il vino nel bicchiere da una bottiglia di 15 litri…).
La differenza non è solo nel formato, ma anche nel vino contenuto all’interno: la dimensione della bottiglia influisce infatti sui processi di invecchiamento e affinamento. Nelle bottiglie tradizionali l’uva matura più in fretta, perché nelle bottiglie da 0,75 è presente una maggiore quantità di ossigeno in rapporto al vino contenuto all’interno della bottiglia. Nelle bottiglie invece più grandi il processo di ossidazione avviene più lentamente e permette un miglior sviluppo delle qualità organolettiche del vino.
Per questo, per chi voglia costruirsi una propria cantina di valore, un buon investimento è sempre acquistare una bottiglia di magnum, anche giovane, da conservare poi in cantina: per l’acquisto dei vini magnum è possibile ora approfittare dell’offerta speciale di Italian Wine Selection che propone fino bottiglie di vino magnum al 10% di sconto fino ad esaurimento scorte.
29
dic
Autore: mareforzanove // Categoria:
news vino
L’alcool migliora o peggiora la vita sessuale? Fino a quanto si può bere durante una cena romantica senza concorre il rischio di fare cilecca dopo? O peggio ancora di crollare proprio addormentanti? E se sei una ragazza? Quanto bere quel tanto che basta per far crollare i freni inibitori, ma non troppo per non perdere completamente il controllo di se stesse… Ovvero l’alcool aiuta il sesso o l’alcool rovina il sesso?
L’ideale ovviamente sta nel mezzo: quel giusto per essere più allegri, non troppo per non abbioccarsi sul più bello. E ovviamente a secondo di quanto si regga o meno l’alcool.. Quindi si a un leggero aperitivo e un paio di bicchieri di vino durante la cena. No a aperitivo con spritz e campari, una bottiglia di vino durante la cena, grappa finale e cocktail dopocena…
E’ la scienza che ci indica la giusta via di mezzo: l’alcool è un vasodilatatore, cioè, detto in termini semplici, favorisce l’afflusso di sangue agli organi genitali e irrorando le mucose le rende più sensibili. Ma se è troppo l’effetto dilatatore è eccessivo e mancano la pressione sanguigna necessaria all’erezione c’è il serio rischio di fare cilecca.
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